Professione influencer: impossibile farne a meno

Gli influencer sono diventati ormai i divi del nostro tempo. Ogni brand che si rispetti, ogni locale o resort turistico, non può fare a meno di puntare su queste figure che, pur non avendo reali competenze in una specifica materia, sono però in grado si smuovere la massa e influenzare le sue decisioni, soprattutto quelle di acquisto.

L’influencer è diventato, dunque, nel giro di pochi anni, l’oggetto del desiderio di tutti: da una parte ci sono i giovani che aspirano ad intraprendere questa carriera, raggiungendo lauti guadagni con il minimo sforzo. Dall’altro lato ci sono le aziende che da tempo hanno adocchiato la possibilità di aumentare visibilità e vendite legando il proprio nome a quello di un influencer di successo.
Ma come e perché è nato il fenomeno degli influencer e cosa bisogna sapere per seguirne la scia? Ecco tutte le dritte utili.

Chi sono gli influencer

Il nome influencer racchiude tutto ciò che si deve sapere su questa nuova figura professionale che, nel giro di pochi anni, ha sostituito la velina e l’attore fra le professioni più sognate. Un influencer è qualcuno che è stato legittimato dal suo pubblico, in gergo follower, a considerarsi un punto di riferimento per un determinato settore. Non è richiesta una laurea, non si deve vantare un curriculum ricco di esperienze: basta avere creatività nel realizzare contenuti e un bel viso che inchiodi allo schermo centinaia di utenti che si fideranno della sua opinione a tal punto da acquistare tutto ciò che sponsorizza.

Chiunque, quindi, può diventare un influencer se riesce a radunare intorno a sé una comunità di follower fidelizzati. Ovviamente, esistono influencer e influencer: da un lato ci sono i big del settore con un seguito di svariati milioni di utenti, dall’altro quelli che vengono chiamati micro influencer che operano in una determinata nicchia di mercato, ma non per questo sono meno interessanti per le aziende.

Quale mercato muovono gli influencer

Agli occhi di chi è poco allenato a frequentare i social, il fenomeno degli influencer può sembrare un’esagerazione creata ad arte per destare l’interesse delle masse. In realtà, intorno agli influencer, si è creato un fiorente mercato, una fabbrica di soldi responsabile di non pochi punti del PIL italiano. Per far capire l’entità di questo fenomeno, basti pensare a Chiara Ferragni, forse la più famosa delle star del web nostrane, che ha circa 14 milioni di follower e una retribuzione di 12 mila dollari a post.

Senza voler arrivare a queste cifre così importanti, si può invece prendere in considerazione un micro-influencer che opera però in una nicchia di mercato contesa da diverse aziende. Ebbene, bastano appena 1000/1500 follower per guadagnare dai 150 ai 300 euro a post sponsorizzato. A pagare queste cifre sono aziende medio-grandi che hanno compreso da tempo come il fenomeno degli influencer sia uno strumento di comunicazione preponderante per riuscire a conquistare il mercato.

Quali sono i settori migliori per gli influencer

Non esistono settori preferenziali per sfruttare al meglio le potenzialità di un piano di comunicazione che si basa sulle azioni dei follower. Infatti, nel corso del tempo, abbiamo assistito al successo di influencer che operano nel mondo della moda, come la Ferragni o Chiara Nasti, ma anche di esperti della cosmetica come Clio Make Up. Ci sono influencer nel settore turistico oppure in quello del food e non mancano guru che guidano le masse di follower alla scoperta dei videogiochi e di molto altro ancora.

Non bisogna lasciarsi trarre in inganno pensando che gli influencer siano un fenomeno che riguarda esclusivamente gli adolescenti. I social ormai sono appannaggio di qualsiasi fascia di età e non mancano influencer attempati che guidano scelte e opinioni di un pubblico di over 50 e di anziani.

Per avere successo, un influencer deve quindi conoscere perfettamente il proprio target di riferimento e specializzarsi in un mercato e in un target per riuscire a non disperdere le proprie potenzialità comunicative.

Come diventare influencer

Per diventare influencer occorre avere un numero di follower adeguati per attirare l’attenzione delle aziende che pagheranno per i post, diventando una fonte di guadagno. Ogni influencer ha un pubblico formato in parte da follower spontanei e in parte da quelli acquistati. Comprare like, infatti, è un modo molto veloce e immediato per riuscire a dare maggiore credibilità al proprio profilo (consigliamo l’azienda Visibility Reseller). Ma l’acquisto di follower è solo il primo passo, poi è necessario cementificare le posizioni acquisite fornendo ai lettori i contenuti che amano e che vogliono leggere.

Per conservare e aumentare i follower, occorre interagire con il proprio pubblico, offrire video e foto interessanti, organizzare e classificare i materiali in base a precise logiche. Avere successo come influencer prevede disciplina e tempo da dedicare ma una prima, piccola spinta di grande aiuto può essere sicuramente l’acquisto di like o di un pacchetto di follower messi a disposizione da agenzie specializzate.

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